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Human+: mostra a Roma per adulti e ragazzi

Human+mostra a roma

Human+, Il Futuro della Specie – al primo piano del Palazzo delle Esposizioni a Roma

Human+, in mostra a Roma fino al 1 luglio 2018, è una immersione nelle straordinarie connessioni tra arte e scienza

Reale vs. virtuale. Biologia sintetica, chirurgia estetica, bio e nanotecnologie, informatica, robotica interattiva, intelligenza artificiale: una schiera di scienze avveniristiche che avanzano inesorabili. Tutte a convergere, pimpanti e compatte, verso il nostro futuro.

Ecco, questo, secondo Human+ è il futuro della nostra specie. C’è da ridere o da piangere?

Dipende.

Dipende, come sempre, dall’uso che se ne fa. Certo noi, poveri umani, non siano campioni di etica e di rispetto e nemmeno di chissà quale senso di responsabilità.

Cominciamo allora a preoccuparci!

Come arrivare al Palazzo delle Esposizioni

Human+mostra a roma

Human+ in mostra al Palazzo delle Esposizioni su via Nazionale a Roma

Domenica di pioggia a Roma. La giornata è quella giusta per una escursione museale, la città è piena di iniziative e di spunti culturali.

Bardate di stivali e cappuccio, bandito l’ombrello che avremmo lasciato in ogni dove, siamo uscite di corsa sotto l’acqua cariche di entusiasmo e di un po’ di pazzia, alla conquista del Palazzo delle Esposizioni a districarci tra una protesi in fibra e una “coltivazione di tessuto umano” alla mostra di Human+.

Dalla stazione Tiburtina, tra scambi di metro A e B, siamo riemerse a Piazza della Repubblica che aveva appena smesso di piovere. Certo, alle spalle del Museo delle Cere  il cielo carico e livido prometteva rovesci immediati, ma Roma con la pioggia ha un che di poetico e vale sempre la pena percorrere la strada a piedi, sbirciare le vetrine – che non trovo mai le scarpe giuste al giusto prezzo -, fermarsi a prendere un caffè nel bar del vicolo.

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Roma, Santa Maria Maggiore da via Nazionale

Da piazza della Repubblica al Palazzo delle Esposizione è una camminata di 7 minuti (700 metri circa). Ma se piove di brutto e hai la fortuna di intravedere un autobus nelle vicinanze, puoi prendere il 64 (sia mai! È l’autobus delle mani morte), il 70 o il 170. Tre fermate e ti scende davanti al museo.

Alle casse poca coda. Un biglietto intero e uno ridotto + le audio guide €25.

Un settore più interessante dell’altro

La mostra è articolata in quattro settori, ognuno con le sue potenzialità, riflessioni e problematiche:

HUMAN + E LE CAPACITÀ AUMENTATE

  • la prima sezione di Human+ ci pone di fronte alle capacità aumentate, un’esposizione di strumenti e di metodi fisici, chimici e medici per il potenziamento del corpo e della mente.

Qui ci colpiscono i ritratti di Aimee Mullins, in posa atletica con le sue gambe da ghepardo in fibra di carbonio.

Poi protesi a basso costo e arti alternativi, quelli divertenti e gratificanti che permettono di esprimere sé stessi anche attraverso uno stile di protesi innovativo.

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Human+ | Gambe da Ghepardo, Aimee Mullins

 

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Human+ | Progetto per Arti Alternativi, Sophie Olivera Barata, 2011-2015

Superpoteri animali

A seguire troviamo i Superpoteri Animali  e i dispositivi da indossare per sperimentare direttamente le straordinarie capacità con cui gli animali percepiscono l’ambiente.
Si potrebbe indossare l’apparato da formica, per esplorare il mondo zoomato a 50x. Ma è più probabile che proverai gli occhiali blu, per udire gli ultrasuoni con cui i pipistrelli geolocalizzano le prede.

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Human+ | Superpoteri animali, Chris Woebken e Kenichi Okada, 2008-2015

Gli autoritratti a effetto

Ci fermiamo un po’ incredule ad osservare gli autoritratti che l’artista Bryan Lewis Saunders ha realizzato nel corso della sua vita. Uno al giorno, esplicitamente sotto l’effetto di ”sostanze”.
In buona sostanza… come si vedeva e come riusciva a ritrarsi quando stava sotto botta. Espressioni di nuove forme d’arte. Questione di prospettive personali. Tra i ritratti, qualcuno un po’ stralunato infatti.

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Human+ | Under the Influence, Bryan Lewis Saunders, 2010-2015

Criteri di bellezza da modificare? 

L’opera di Regina José Galiando è molto particolare e ci pone di fronte alla nuda realtà di come le aspettative di genere e i moderni canoni di bellezza femminile incidano oggi più che mai sul nostro sentirci belle, adeguate, sicure, dentro o fuori gli schemi.

L’opera si intitola Tagliare lungo la linea, che già di per sé, trattandosi di corpo umano, suscita una risata.
È la performance di questa artista guatemalteca che invita il chirurgo plastico a segnare con un pennarello tutte le zone del suo corpo che secondo la chirurgia estetica dovrebbero essere rimosse o rimodellate.

Inutile dire che grosse spire di inchiostro avvolgono tutte le zone, a sottolineare che il nostro corpo di sua sponta difficilmente segue quelle linee e volute inverosimili.

Il ricorso sempre maggiore alla chirurgia estetica modificherà nel tempo il concetto di bellezza che abbiamo e le aspettative che ne derivano?

Empatia, cyborg e No Body is perfect

C’è un dispositivo empatico improvvisato, una macchina Avatar e il casco deceleratore per una visione del mondo in terza persona, come nei videogiochi, o al rallentatore.

E poi un Extra Ear, immagini che sembrano pitture manieriste e che riprendono in maniera molto vivida le fasi di un intervento chirurgico al braccio. Per impiantare un terzo orecchio (!). Sul braccio (!).

Un documentario No body is perfect sulla denuncia delle malformazioni dovute all’uso del Talidomide negli anni Sessanta. Persone che hanno imparato a convivere con la loro disabilità  e che hanno raggiunto uno livello straordinario di normalità.

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Human+ | Immagini dall’intervento per l’impianto del terzo orecchio, di Stelarc, 2007

Siamo sempre in fase di capacità e anatomia aumentate: le protesi, le droghe, la chirurgia estetica, l’empatia, le percezioni e le sensazioni personalizzate. Ambiti molto interessanti che sollevano più di una riflessione.

INCONTRARE GLI ALTRI

  • Il secondo settore di Human+ approfondisce il tema dell’incontro con gli altri

La nostra vita è sempre più mediata dalle tecnologie e cosa ne è dei nostri rapporti con gli altri: i familiari, gli amici, gli amanti?

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Human+ | Area V5, Robotica Interattiva Sociale, Luis Philippe Demer

Aspettative di lavoro e aspirazioni personali che vengono soppiantate da industrie distanti e incuranti, pc che scrivono libri, macchine ribelli come indisciplinate ragazzine, macchine che ci fanno mettere nei panni di un altro, proprio come nei film, quando i protagonisti si scambiano i ruoli, generalmente un genitore e un figlio, e finisce per comprendersi meglio. Empatia funzionale.

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Human+ | Indisciplinate: le macchine si ribellano, Heidi Kumao, 2002-2015

Ma soprattutto “più teledildonica per tutti!” alè.  Nel nostro futuro ci aspettano relazioni intime e attività sessuali a distanza, amore libero consumato attraverso la rete, digital toys da utilizzare con altri utenti.
Utili, come recita il claim dell’azienda che li venderà

“per connetterti intimamente con chiunque, dovunque”

Stiamo correndo davvero veloci e io non riesco a tenere il passo. Innoridisco di fronte a queste eventualità, mi trasmettono solitudine e angoscia.

ESSERE ARTEFICI DEL PROPRIO AMBIENTE

  • Il terzo settore della mostra solleva riflessioni sugli ecosistemi complessi che permettono la vita sulla Terra e il difficile equilibrio con l’azione dell’uomo.

Scopro con sorpresa che viviamo un’era geologica antropocene, un’epoca cioè caratterizzata da un ambiente terrestre fortemente condizionato e manipolato dall’uomo.

Allora ecco che dobbiamo cominciare a farci carico della morìa delle api e delle mancate impollinazioni degli alberi da frutto. L’artista Laura Allcorn ci mette a disposizione un kit di impollinazione umana dovessimo decidere un giorno di mantenere a mano il nostro orticello e la catena alimentare che altrimenti potrebbe interrompersi.

D’altronde siamo noi gli artefici del nostro habitat. Della serie “Lo zen e l’arte della manutenzione della motocicletta”, un modo come un altro per raggiungere il Nirvana.

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Human+ | Progetto di impollinazione umana, Laura Allcorn, 2009

VITA AI LIMITI

  • Il quarto settore è quello forse più affascinante. Solleva riflessioni e interrogativi sui limiti dell’etica e della fisica umana, quei limiti che vengono continuamente spostati in avanti.

La riproduzione assistita, la coltivazione in laboratorio di cellule umane, le manipolazioni genetiche, il prolungarsi dell’aspettativa di vita e il posticiparsi della morte, sono concetti che impongono profondi cambiamenti alle norme e ai rituali sociali.

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Human+ | Futuri riproduttivi

Gli esperti stanno cercando soluzioni per rallentare, o addirittura invertire, i processi di invecchiamento. Ma se la nostra vita arrivasse fino a 150 anni e oltre, si troverebbero a convivere, una accanto all’altra, sei generazione in contemporanea. Con un affollamento parentale e differenze di età vastissime tra fratelli che comporrebbero un albero genealogico complicato .

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Human+ | Quando vivremo fino a 150 anni, Jaemin Paik, 2012

Per non sentirsi schiacciati da vincoli familiari permanenti, anche il matrimonio andrà ripensato. Si tratterà di un contratto a scadenza, da rinnovare o rescindere passati i trent’anni. Altroché avvocati, burocrazia e scartoffie. Ci si stringerà la mano e ognuno per la sua strada, “ciao, se semo visti eh”.

Di un’intima e silenziosa malinconia il progetto che presenta particolari montagne russe, quelle dolci e un pò folli, che nel divertimento, tra una giravolta e un’impennata, ci accompagneranno gentilmente all’uscita.

Human+ mostra a roma

Human+ | Montagne Russe Eutanasiche, Julijonas Urbonas, 2010

Ma non finisce qui mica tutto qui. No, perché dopo il trapasso,  l’energia conservata nel nostro corpo sarà immagazzinata in una batteria a secco con cui i nostri postumi alimenteranno un oggetto di grande valore emotivo o di benessere psicologico, come, che so, uno spazzolino da denti. È la batteria del dopo morte, sappiatelo. Anzi, sapevatelo!

UMANO O SOVRUMANO!

  • È l’ultimo settore della mostra, quello delle sculture cinetiche in lattice di Donato Piccolo che troviamo disseminate lungo l’esposizione
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Human+ | Sebastiano (Il Nottambulo), Donato Piccolo, 2014

Traiettorie infinite di fantasia e immaginazione di un futuro che è sempre più prossimo. Molti scenari sembrano già tra noi. Per la batteria a secco, beh aspettiamo ancora un pò, eh.

E te che ne pensi, questi temi ti affascinano o ti annoiano, ti danno inquietudine o curiosità? Lasciami la tua opinione tra i commenti!

 

Palazzo delle Esposizioni, via Nazionale 19, Roma
fino al 1 luglio 2018
domenica, martedì, mercoledì e giovedì: dalle 10.00 alle 20.00;
venerdì e sabato: dalle 10.00 alle 22.30; lunedì chiuso
www.palazzoesposizioni.it

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2 commenti
  1. Lucrezia
    Lucrezia dice:

    Molto interessante questa mostra! Io sono di Roma e non l’avevo considerata, pensa un po’ devo ammettere però che quelli che mi hanno incuriosito di più sono i ritratti fatti sotto “botta” 😂 grazie Per la dritta!

    Rispondi
    • Carola
      Carola dice:

      Ahahah ma è dichiarato proprio eh, non è che lo pensi io! 😂 E poi ne ha fatti tantissimi, voleva sperimentare. Dice.
      Una mostra utile per avvicinarsi a temi forse un po’ ostici e poco attrattivi, ma che quando sei lì ti prende e ti coinvolge. 😊😘

      Rispondi

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